Amate l’architettura per quel che di fantastico, avventuroso, solenne ha creato – ha inventato – con le sue forme astratte, allusive e figurative che incantano il nostro spirito e rapiscono il nostro pensiero, scenario e soccorso della nostra vita

amatela per le illusioni di grazia, leggerezza, di forza, di serenità, di movimento che ha tratto dalla grave pietra, dalle dure strutture

amatela per il suo silenzio, dove sta la sua voce, il suo canto segreto e potente

amatela per l’immensa gloriosa millenaria fatica umana che essa testimonia con le sue cattedrali, i suoi palazzi e le sue città, le sue case, le sue rovine.”

Gio Ponti, Amate l’Architettura, 1957

Immagine

Superleggera, design Gio Ponti, 1955

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